Opere del Post-Impressionismo e Puntinismo.



Claude Monet

Il giardino di Giverny 1899
Claude Monet realizzò quest'opera durante gli ultimi trent'anni della sua vita, nel suo giardino a Giverny (località a pochi chilometri da Parigi). Nel quadro sono raffigurati, da una prospettiva diagonale, file di iris che essendo posti sotto gli alberi, grazie alla luce filtrata dalle foglie, si presentano di vari toni e colori (viola, bluastri, rosa)


Ninfee blu 1916-19
L'opera è realizzata sempre dal suo giardino a Giverny, un giardino che si ispira alla cultura giapponese, ricca di dettagli ma anche piena di colori e di varietà di piante e fiori. Le rose, gli iris, i tulipani, i gladioli, i glicini e, naturalmente, le ninfee spadroneggiano in un contesto di rigogliose piante esotiche. Infatti, le ninfee sono fra le protagoniste più assidue dei suoi dipinti. La ricchezza dei dettagli, lo studio dei colori e l’attenzione quasi maniacale verso la luce e i riflessi che piante e alberi producono sull'acqua dello stagno, rendono la sua, una collezione di dipinti unici all'interno del contesto dell’Impressionismo.



Georges Seurat

Un bagno ad Asnières 1883
Un’opera monumentale, dal lucido impianto prospettico, in cui i personaggi stanno nella fissità silenziosa delle sculture come archetipi umani che sembrano sintetizzare in sé l’essenza stessa della vita. Armonia di linee, armonia di masse, armonia cromatica, raggiunte con una tecnica pittorica nuovissima che impiega la scomposizione ottica del colore in alcune zone (per esempio sull’erba della sponda), mentre per altre sceglie il colore puro, dato a grandi pennellate, che talvolta si riduce in tocchi sottili e vibranti di luce».


Una domenica pomeriggio alla Grande Jatte 1884-86
Una scena di vita urbana vissuta con allegria e spensieratezza. Vi è una aria lieve e rilassata che ispira sensazioni piacevoli. Ma manca assolutamente quel senso di immediatezza dei quadri impressionisti. Infatti vi è una stasi ed immobilità che dà l’idea che il tempo si sia del tutto fermato e congelato. Le figure sono assolutamente immobili anche se colte nell'atteggiamento di camminare. Ma hanno soprattutto una identica posa: sono tutti o di profilo o in vista frontale. Ciò dà loro un carattere quasi irreale che ricorda inaspettatamente la pittura egizia. Le figure vengono definite da un contorno ben evidente; hanno una resa decisamente chiaroscurale; lo spazio appare del tutto nitido e messo a fuoco.


Parade 1888
Seurat stabilisce varie fasi nella realizzazione della presente composizione: esegue una prima stesura di colori freddi, appartenenti ad un’unica tonalità, che vanno dal blu al violaceo. Impiega molte linee orizzontali e verticali, mentre tralascia quasi completamente quelle oblique che dovrebbero correre in profondità; le figure diventano prive di plasticità. Tutto questo viene volontariamente soppresso dall'artista a favore di effetti puramente decorativi. 


Il circo 1891
Questa è l’ultima tela alla quale stava lavorando Seurat prima di morire, ed è un quadro che rimane parzialmente compiuto. Benché completo nel disegno compositivo, manca probabilmente una compiuta definizione cromatica. Anche in questa ultima tela si conferma non solo lo stile, ma anche l’impianto costruttivo classicheggiante della pittura di Seurat.



Paul Signac

Saint Tropez 1896
Nel 1892 Signac lascia la Bretagna per Saint-Tropez, piccolo porto di pescatori che è il primo artista a scoprire: vi trascorre alcuni mesi con la moglie e la madre che ritrarrà. È un periodo importante questo perché segna una svolta nella sua opera. Scopre la tecnica dell'acquerello e a partire dal 1894 rinuncia alla pittura en plein air. Le sue opere sono sempre più colorate e le pennellate più larghe.




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