Opere di Paul Gaugin


Donne di Tahiti 1891
Venne dipinto durante il primo soggiorno del pittore a Tahiti, luogo che affascinò Gauguin per la sua cultura arcaica e incontaminata. Si lasciò conquistare dalla quiete indolenza delle polinesiane. Nel luglio 1891 scrisse alla moglie Mette rimasta in Danimarca con i cinque figli: “Capisco perché questa gente possa passare delle ore, dei giorni, seduta senza dire una parola, in malinconica contemplazione del cielo. Sento che tutto questo sta prendendo anche me.”


Paesaggio di Bretagna 1885


La belle Angèle 1889
La signora ritratta è Marie-Angélique Sartre, un’ albergatrice di Pont-Aven, un paesino della Bretagna dove Gauguin visse per un certo periodo della sua vita. All’epoca Marie-Angélique era una donna molto bella e Gauguin decise di ritrarla utilizzando una nuova sperimentazione formale. Tuttavia, il dipinto, che fu considerato da Degas un vero e proprio capolavoro, tanto che il pittore francese lo acquistò per la sua collezione nel 1891, non piacque alla donna che se ne lamentò con l’autore.


Nave nave Mahana 1896
Questa tela è stata dipinta a Tahiti. Il suo titolo significa, nella lingua maori, Giorni deliziosi. Un gruppo di giovani donne dall'aria misteriosa sembra cogliere frutta dai rami degli alberi. I loro piedi sono solidamente piantati su una terra rossa. Sullo sfondo, un cielo giallo. Il loro aspetto immobile e monumentale, le forme stilizzate, il ritmo della composizione, che crea una sorta di fregio e la gamma cromatica evocano le rappresentazioni antiche o cosiddette "primitive". Nella sua opera, Gauguin attinge ad una visione intima, esotica e fuori dal tempo, partendo dagli elementi che lo circondano: tra delizia e tristezza. Immobili, distanti, silenziose, con gli occhi bassi, il viso serio, queste figure sono forse il riflesso della solitudine dell'artista , il quale, a quell'epoca, era malato.


Il Cristo giallo 1889
Il Cristo giallo è una tela di intenso valore mistico. La scena è dominata da un grande crocifisso,  sotto il quale tre donne, nei tradizionali costumi bretoni, sono inginocchiate a pregare. Fa da sfondo un paesaggio rurale che trasmette un sentimento di calma e di serenità. La composizione riprende quello della «Crocifissione». Il significato è ben chiaro: rivivere nell'esperienza quotidiana il mistero del sacrificio come dimensione sacra della rinascita della vita. Da questa visione proviene anche il colore giallo che domina nel quadro, assumendo il valore di unione simbolica tra le messi di grano e il Messia.



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