Opere di Edvard Munch


La bambina malata 1896
Questo dipinto è decisamente autobiografico. Nel dipingere la bambina sopraffatta dalla malattia, infatti, Munch prende spunto dalla tragica morte della sorella Sophie, stroncata da una feroce tubercolosi. La giovane fanciulla ha la testa coronata di capelli rossi, il corpo protetto da una coperta verde accanto vi è una figura femminile che sopraffatta dal dolore congiunge le proprie mani con quelle della bambina in un gesto di saluto estremo. La stanza è stretta e brulicante di oggetti. 
La malattia non tormenta solo la fanciulla, bensì coinvolge anche le qualità stilistiche, cromatiche e luministiche del dipinto.


Vampiro 1893-94
 Edvard Munch ritrae la donna come una figura enigmatica, capace di ammaliare con un fascino al limite del demoniaco. Non a caso, il protagonista del dipinto è una figura femminile dall'innegabile attitudine vampiresca, ritratta nel gesto fatale di mordere il collo della sua vittima. L’uomo, stretto in un abbraccio mortale, sembra lasciarsi avviluppare dal potere della donna-vampiro, sapientemente evocato da Much attraverso la tentacolare cascata di capelli rossi che ricadono sul volto inerme del co-protagonista dell’opera.


Madonna 1893-94
Una donna nuda, raffigurata fino alla cintola, si impone allo sguardo dell'osservatore. Le braccia sono piegate dietro il corpo, con l'effetto di spingerlo ulteriormente verso il primo piano, i capelli neri sono sparsi sulle spalle e il volto reclinato all'indietro è colto nel momento dell'estasi. La testa della donna è incorniciata da un'aureola profana, il cui colore rosso si carica di riferimenti simbolici (la passione amorosa e il sangue). L'intera scena, se si esclude il rosa del corpo, è giocata sulla bicromia del rosso e del nero che rimanda al binomio amore e morte. L'opera sprigiona una forte risonanza sensuale, acuita dalla serie di contorni ondeggianti. 


Pubertà 1895
 Il soggetto è una adolescente, nuda, seduta che con le mani copre la zona pubica. I colori sono piuttosto scuri e vi è un uso efficace del rosso. Ci sono analogie tra quest'opera e La fanciulla malata. Centro dell'interesse di Munch è l'uomo, il dramma del suo esistere, del suo essere solo di fronte a tutto ciò che lo circonda: con i propri conflitti psichici e le proprie paure. C'è soltanto l'essenziale: la ragazza, il letto, l'ombra della ragazza sulla parete. La figura è realistica, il volto incerto e spaurito dice il turbamento della ragazza per il mutamento che sente compiersi nel proprio essere. L'ombra nera rappresenta per il pittore il presagio della morte dell'anima che la donna, qualunque sia la sua condizione sociale, dovrà inevitabilmente subire in futuro.


Il grido 1893
Lo spunto è autobiografico, l’uomo in primo piano che urla è l’artista stesso. Più che ad un corpo, fa pensare ad uno spirito. Gli occhi hanno uno sguardo allucinato e terrorizzato. Il naso è quasi assente, mentre la bocca si apre in uno spasmo innaturale, da esso le onde sonore del grido mettono in movimento tutto il quadro: agitano sia il corpo dell’uomo sia le onde che definiscono il paesaggio e il cielo. Restano diritti solo il ponte e le sagome dei due uomini sullo sfondo. Sono sordi ed impassibili all'urlo che proviene dall'anima dell’uomo. Sono gli amici del pittore, incuranti della sua angoscia, a testimonianza della falsità dei rapporti umani. Rimane solo un grido sordo che non può essere avvertito dagli altri ma rappresenta tutto il dolore che vorrebbe uscire da noi, senza mai riuscirci. E così diviene solo un modo per guardare dentro di sé, ritrovandovi angoscia e disperazione.


Angoscia 1894


Autoritratto all'inferno 1895
I sentimenti distorti dell’autore prendono forma sulla tela, riempiendo di ombre scure e tratti imperfetti l’ambiente che circonda la sua figura. Munch si ritrae all'inferno, completamente nudo e con il volto quasi sfigurato dalle pennellate. L’immagine ha come modello una fotografia scattata dove l’artista guarda in macchina con occhi infuocati. Una stanchezza psicologica lo opprimeva a tal punto da spingerlo a autorappresentarsi condannato tra fiamme e la sua stessa ombra minacciosa. 


Ville vergine rossa 1898-1900


Ragazze sul ponte 1901
 Il dipinto rappresenta un ponte di legno su cui si affacciano tre ragazze, nello sfondo è visibile un gruppo di case che si specchiano sull'acqua. Ciò che desta curiosità è la presenza di un oggetto celeste, sole o luna, appena visibile sopra i tetti delle case ma non riflesso sull'acqua. Dipinge il paesaggio in condizioni reali, senza libertà artistiche.


Tra il letto e l'orologio 1942
Gli ultimi 35 anni sono improntati a una maggiore solarità, quasi in una maggiore fiducia nel rapporto con le persone e tre queste e la natura. Nella coperta del letto si possono trovare motivi decorativi. Esso è un autoritratto tra due simboli di morte. 



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