Opere :
Colazione sull'erba -1863
Il quadro scandalizzava sia per il soggetto, sia per lo stile. In esso vi sono raffigurati, in primo piano, una donna completamente nuda che conversa con due uomini completamente vestiti. In secondo piano vi è una seconda donna che si sta bagnando in uno stagno. Non è il nudo della donna a scandalizzare, ma la sua rappresentazione troppo realistica in una situazione apparentemente quotidiana ma decisamente insolita. Ciò che in sostanza urta è che la nudità della donna rende volgare una conversazione tra normali borghesi. È solo un pretesto per evidenziare la modernità della sua pittura rispetto a quella del passato.
Olympia - 1863
Il quadro è realizzato con la stessa tecnica del contrasto cromatico e luministico, qui usato quasi con intento dimostrativo. «Olympia» è di maggior rottura della «Colazione sull’erba», anche per la voluta ambiguità dei passaggi tonali bianco su bianco e nero su nero che rendono difficile una immediata comprensione dell’immagine. La testa della serva e il gattino ai piedi della donna scompaiono quasi nella oscurità dello sfondo. Il bianco delle lenzuola viene rilevato con sovrapposizioni di pennellate grigie, mentre il corpo nudo della donna si presenta di un bianco uniforme, la cui piattezza è però compensata dalla ben calibrata posizione degli arti. È un esercizio di virtuosismo stilistico, in cui le piccole macchie di colore rosso e verde danno il punto di saturazione del tono luminoso in bilico tra il bianco-luce e il nero-oscurità.

Le Fifre - 1866
Il soggetto è un ragazzo vestito con l’abbigliamento tipico di chi appartiene alla banda della Guardia Imperiale. Dando un’occhiata a più da vicino al ragazzo che fa da soggetto, sembrerebbe che quest’ultimo assomigli parecchio al figlio dell’artista chiamato Léon, ma non ci sono prove certe a testimoniare che questa teoria sia concreta. I colori delle vesti del protagonista sono molto accesi e fanno da contrasto al colore verdognolo/giallo che domina invece sullo sfondo e proprio la scelta di tali colori per lo sfondo permettono al ragazzo di risaltare rispetto a tutto il resto del quadro.
Le Balcon - 1868-69
Sono presenti quattro soggetti, di cui quella rappresentata a sinistra è Berthe Morisot, futura cognata di Manet; al centro con l’abito scuro è un pittore famoso chiamato Jean Baptiste; sulla destra invece abbiamo Fanny Claus, una violinista; se aguzziamo bene la vista è possibile notare alla sinistra di Jean Baptiste una figura parzialmente oscurata e realizzata con gli stessi colori dell’interni: stando ad innumerevoli studi tale figura è stata ricondotta a quella di Leon Leenhoff, il figlio di Manet. I personaggi che vengono rappresentati nel quadro di Manet sembrano apparentemente scollegati tra loro e non hanno alcun comportamento che li porti a collaborare

Emile Zola - 1868
I colori sono molto scuri, ed uno degli elementi più luminosi presenti nella scena è senza dubbio il libro che il soggetto sta sfogliando. Nella parte in alto a destra sono presenti delle piccole riproduzioni di altre opere d’arte come Olympia e una stampa giapponese. La posizione del soggetto che non guarda l’osservatore vuole creare una forte atmosfera di naturalezza senza però far perdere l’autorevolezza e il prestigio del soggetto che viene rappresentato.

La fucilazione dell'imperatore Massimiliano 1867-68
Manet, profondamente colpito dalla vicenda, lavorò al soggetto per oltre un anno, ispirandosi a fotografie, documenti e testimonianze; creò quattro oli e litografie, che nella struttura si rifanno al 3 maggio 1808, dipinto da Goya. I soldati, con i volti nascosti, si schierano sulla destra, con i fucili puntati. Nel 1868 Manet lo presenta al Salon, ma viene rifiutato per motivi politici: le divise dei soldati messicani che procedono all'esecuzione dell’Imperatore Massimiliano, molto simili a quelle francesi, vengono viste come una denuncia delle responsabilità di Napoleone III, che aveva ritirato le sue truppe dal Messico. Nell'opera non c’è sentimentalismo, ma solo l’azione in sé, colta nell'attimo stesso della fucilazione che colpisce i tre uomini. Il tempo è bloccato in quell'istante e lo spazio è pulito, netto, fortemente simbolico, con l’imperatore al centro.

Un bar aux Folies Bergères 1881-82
In quest’opera sono riassunte tutte quelle che sono le caratteristiche che rappresentano lo stile di Manet. La protagonista del quadro, la barista, in molti l’hanno identificata come Suzon, una donna che ha veramente lavorato all’interno di quel locale. Sulla destra c'è un piatto di arance, le quali risaltano per il colore deciso che il pittore ha utilizzato; stando a diversi studi parrebbe che Manet associasse questo elemento al mondo della prostituzione, e sembrerebbe anche che questa teoria sia stata confermata, definendo Suzon sia una barista che una prostituta. In seguito, possiamo notare in alto a sinistra invece il paio di piedi color verde che sembra essere lontano dal primo piano del quadro: questi sono dei piedi di un trapezista, il quale sta deliziando il pubblico presente all’interno del locale con le sue acrobazie. Ha cercato di rappresentare un momento di grande festa e di convivialità



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